mosaico di Andreina

Arezzo colorata come non mai: il mosaico di Andreina

La bellezza salverà il mondo, e così tutte le espressioni artistiche che nascono dalla creatività e dal cuore delle persone che, attraverso l’arte, si donano ad intere comunità. Il mosaico di Andreina ne è un meraviglioso esempio che ha preso vita in Toscana, per la precisione ad Indicatore, una frazione della città di Arezzo. Sono stata così fortunata non solo da visitarlo, ma da trascorrere delle ore in compagnia dell’artista che mi ha invitata a pranzo con delle persone squisite, e mi ha fatto sentire subito parte di quella piccola realtà che con amore, tessera dopo tessera, ha ridato dignità ad un luogo altrimenti abbandonato a sé stesso.

Arezzo è una delle città della nostra regione tra le più apprezzate, per l’arte, gli splendidi monumenti del centro storico, ed i famosi mercatini di Natale, ma l’opera di cui sto per parlarti è qualcosa di veramente raro, che non puoi perderti se verrai a visitare questo territorio. E se non mi conosci ancora, io mi chiamo Elena, e attraverso Color Posidonia racconto le mie esperienze ed i miei viaggi nella mia amata regione e nel Mediterraneo per darti ispirazione, sempre con un’attenzione particolare per l’arte e la natura.

Il mosaico più grande d’Europa si trova in Toscana

Il mosaico di Andreina, una volta terminato, sarà addirittura il più grande del mondo. Sono 28 anni che Andreina Giorgia Carpenito, opera per ricoprire di colore l’esterno e l’interno della chiesa, che senza tale intervento sarebbe stata demolita. Un acceso messaggio di speranza che persiste dal 1997 e che continua ad affermarsi come motore di riqualificazione artistico-architettonica, ma anche come mezzo di coesione sociale.

Il sagrato

Appena si arriva si viene istantaneamente catapultati in un’altra dimensione: il sagrato esterno della chiesa è un tripudio di colori. L’artista iniziò con la creazione della pala d’altare dedicata alla Pentecoste e proseguì con le vetrate dell’abside, la facciata istoriata in altorilievi policromi per poi occuparsi di altre parti dell’interno dell’edificio. Entrando si avverte che c’è ancora un forte processo creativo in atto: Andreina mi ha mostrato quali sono le parti in fase di decorazione e mi ha spiegato che la sua, e quella dei suoi colleghi, è una filosofia che si rifà ad una sorta di economia circolare. Si ricicla il materiale di scarto, non si butta via assolutamente niente, e grazie anche alle donazioni si continua a dare forma a questo sogno avanguardistico fatto di tessere sgargianti.

Il mosaico ha dato un identità al piccolo paesino, e sono tantissimi gli artisti provenienti da ogni parte del mondo che hanno contribuito a creare quest’opera di arte pubblica site-specific. L’associazione culturale Ezechiele APS accoglie artisti, volontari, restauratori pronti a vivere un’esperienza unica, con tanta voglia di lasciare il loro segno per sempre.

il mosaico di Andreina
L’interno della chiesa

Visitare il mosaico di Andreina

L’esterno della chiesa è visitabile tutti i giorni e l’entrata è gratuita, ma per coglierne l’essenza ti consiglio di contattare l’artista per partecipare ad una visita guidata dei suoi interni che si tiene soltanto su appuntamento. Se arrivi in auto, non sarà difficile incontrare parcheggio nelle vicinanze, io ho trovato posto davanti ad una caffetteria a circa 3 minuti a piedi.

Come ho accennato all’inizio di questo blog post, l’associazione è molto attiva nella comunità, infatti vengono organizzati corsi come quello di cromoterapia, musicoterapia per persone con disabilità, e tanto altro: il posto è ormai diventato un centro polivalente delle arti, un punto di riferimento anche per coloro che abbiano voglia di imparare le tecniche basiche di quest’arte millenaria.

Con tanto affetto, auguro ad Andreina e la sua famiglia di poter continuare a sviluppare questo bellissimo progetto. È stata un’esperienza fantastica, non vedo l’ora di tornare a trovarvi, grazie!

Elena

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